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July 16 RITORNO ALLE FONTI IICHI AMA Cura di Vetralla lo sa: non si sa esattamente perche' la si ama. E’ sporca, e' noiosa, e' arrogante; a volte e' ladra e bugiarda, spesso insignificante e indifferente, corrotta, burina, di destra. Eppure, una volta incontrata non se ne puo' fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma cosi' e' l'amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. Innamorati, non si sente ragione; non si ha paura di nulla; si e' disposti a tutto. Innamorati, ci si sente inebriati di libertà: si ha l'impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che l'intero mondo ci abbracci. Cura di Vetralla, a meno di odiarla a primo impatto, induce presto questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato. A Cura di Vetralla non ci sente mai soli, mai completamente separati dal resto. E qui sta il suo fascino. Alcuni millenni fa i suoi Etruschi, il grande popolo che visse in quelle che attualmente sono le regioni della Toscana, dell’Umbria e dell’Alto Lazio, ebbero l'intuizione che la vita è una e che in fondo, anche a Cura di Vetralla, non si stava poi tanto male, e questa esperienza, rinnovata religiosamente di generazione in generazione, e' il nocciolo del grande contributo di Cura di Vetralla all'incivilimento dell'uomo e allo sviluppo della sua coscienza. Ogni vita, la mia e quella di un albero, quella di un serpe o di un cinghiale, quella di un fungo porcino o di un trattore, e' parte di un tutto dalle mille forme che E' la vita. A Cura di Vetralla questo pensiero non ha piu' bisogno di essere pensato. E' ormai nel comune sentire della gente. E' nell'aria che si respira. Il solo esserci induce una inconscia assonanza con quella ormai antica visione. Senza difficolta' si entra in sintonia con nuovi suoni, nuove dimensioni. A Cura di Vetralla si e' diversi che altrove. Si provano altre emozioni. A Cura di Vetralla si pensano altri pensieri. Forse perche' a Cura di Vetralla il tempo non e' sentito come una linea retta, ma circolare, passato, presente e futuro non hanno il valore che hanno in altri luoghi; qui il progresso non e' il fine delle azioni umane, visto che tutto si ripete e che l'avanzare e' considerato una pura illusione. Forse perche' qui la realta' percepita dai sensi non e' generalmente presa per vera - non e' la "Realta Ultima" – Cura di Vetralla infonde, anche in chi non crede in tutto questo, uno stato d'animo di distacco che rende il paese cosi' particolare e la sua realta', a volte proprio noiosa, in fondo accettabile. Accettabile perche' cosi' e' la vita: e' tutto e il contrario di tutto, e' stupenda e crudele. Perche' la vita e' anche la morte, e perche non c'e' piacere senza dolore, non c'e' felicita' senza sofferenza, non c’è gusto senza porchetta. In nessun altro posto al mondo la contrapposizione degli opposti, così come la varietà dei paesaggi, del cibo e delle persone, e' cosi' evidente, cosi' emozionante, così sfacciata come a Cura di Vetralla. L’infiorata per le strade del paese, lo “Sposalizio degli alberi”, il presepe vivente, la chiesa di S. Maria del Soccorso nella piazza centrale, i monti Cimini e lo splendido lago di Vico che “ogni anno se fa n’amico”, le pozze d’acqua calda che “non sono più quelle di una volta”, il monumento ai caduti per la patria; e poi la bruschetta al pomodoro e le salcicce di cinghiale, il tartufo e la porchetta, il miele e l’olio d’oliva, le castagne e le nocciole (quest’ultime ancora più buone se rubate al vicino), la signora Marisa e il cane Billy con la sua inseparabile pigna, li contadini e le loro perenni venette varicose sulle guance e le donne che solo fino a pochi decenni fa spendevano gran parte delle loro giornate a lavare i panni intorno agli antichi lavatoi sparsi un po’ ovunque per le campagne. Ed infine, il sogno agognato, la massima soddisfazione, la meta finale, la realizzazione ultima: il TRATTORE. Un paese magico, unico, inconfondibile, inspiegabile, assurdo. Ma e' stata proprio questa visione dell'inevitabile varietà dell'esistenza che spinse gli Etruschi a cercarne il significato recondito, che ancora oggi sembra agire come catalizzatore magnareccio in chi ci si avventura.
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Cura di Vetralla e' un'esperienza che ti accorcia la vita, ma e' anche un'esperienza che da' senso alla vita.
Io a Cura di Vetralla ci sono nato. E a questo punto… ne vado fiero. Un abbraccio a tutti. Iacopo Comments (5)
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